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El Vissinel di Jurgen

Il Pesco di Rosa

Vissinel 2008 di Cristina

El Vissinel di Rosa

Ruined castle/Castello in rovina (La Rocca di Garda) di Peter Eustace

Poesia di Natale di Rosa

I volti de entrata à la corte di Rosa

Il Natale del “vissinel”  2007 di Patrizio

el lago de Garda, lago dei morosi… di Rosa

Le donne della mia infanzia di Rosa

 

 


El Vissinel

El Vissinel, il vento che gira
e la gente di nuovo respira
Nella natura
L'aria pura
E tutti e quanti
Madonne e santi
Sperano che la loro sorte,
La loro vita e la morte
Sia spiegato
A questo privilegiato
Che il vento el Vissinel
Porta davanti a lor capitel

Poesia composta da Jurgen, un nostro animatore di origine tedesca,
che è stato conquistato e "coinvolto" nel vortice de "El Vissinel"

 

Pesco

Eppure
ti ho visto:
legnoso e
indurito come un uomo potente,
nudo e bagnato
come un bimbo che nasce…
Ed ora
ti vedo:
le tue radici allungate
nel cielo
si son vestite da sposa
e ad ogni brivido che ti rompe
la pelle,
c’è una foglia curiosa….

                                                                         Rosa

 

Poesia spontaneamente espressa con coraggio e simpatia da Cristina

Vissinel 2008

N’altro ano l’è pasà
quasi quasi l’è volà!

Aspetando primavera
el corso guide, al marti sera,
se trovava par studiar:
flora, fauna, geologia,
arte, storia e geografia;

po’ ala festa tuti quanti
diplomati e principianti.

Sà se verse la stagion,
èco, i soliti i se ciama:
“Ne catemo a Cavaion?”
“Eto leto el programa?”;

ad ogni partensa
gh’è sempre più gente,
fameia che cresse,
tornemo contente.

E quando la Rosa
la guida el percorso
ghe scapa spuntin,
‘na ciacola e ‘n sorso.

“Andemo da Fabio”
“Diman gh’è Michele”
e sabo a sudar
sul Baldo col Claudio!

E po’ toca a Wolf
a Tori gh’è Paolo
Valeggio con Erfrid
e Massimo ancora;
Daniela al Moscal
e Marco a Peschiera,
Matias a Porcin
Patrizio a Cavrin…

i parla, i te spiega,
i te porta en bei posti:
‘scoltandoli lori
deventemo migliori.

L’istà en compagnia
veloce va via,
i giorni i se scurta
ma no ghe molemo,
finchè vien l’inverno
e ne rasegnemo.

Però el nostro fil
l’ha fato matassa
ne saludemo
ma no se se lassa.

“Ciao, ciao, stame ben”
“A proposito, quand’elo
che ne riveden?”

El Vissinel
l’ha mosso le acque,
più belo l’è el lago
parchè fra i turisti
ghe semo noantri,
che ‘n casa gh’avemo
tesori e diamanti!

Così l’ano vecio
el prepara quel novo;
ghe semo, ghe semo,
brindemo e cantemo:

auguri auguri auguri!


                                                                           (dedicato a Vissinei , Vissinele e Simpatizzanti tutti)

El vissinel

Tase el lago oltà ne la so cuna…

ullìì, cocai, ale de spuma i le compagna,

i le n'cornisa col Monte Baldo paron de casa

e col sol al vespro che le fa da brasa…

Tase el lago

ma da matìna se n'via n'arieta fresca,

lesèra, fina... sò da le senge, dai prà de fiori

el vissinel

col sò morbìn el desmessia tuti,

pitocchi e siori…

el verse i òci su tera e acqua,

el va remengo par le barchesse ,

fora dai portegli,

sora le piasse che à visto el tempo dei nostri noni,

che à visto semenza dentàr

na pianta e prima ancora patir nà guera

e prima ancora piantàr na crose par n'orassion

o par ci no ghera…

El parla el lago oltà ne la so cuna…

ullìì, cacai, ale de spuma i le compagna

col Monte Baldo paron de casa

e col sol al vespro che le fa brasa…

…drento al parecio d'el vissinel

el Baldo-Garda el se fa consa…

Rosa Girardi Bertoncelli

El vissinel ( mulinello di vento)

Tace il lago sdraiato nella sua culla...

ulivi , gabbiani , ali di spuma gli stanno intorno,

ne fanno un bel quadretto col Monte Baldo padrone di casa

e con il sole al tramonto che lo veste dei suoi colori. . .

Tace il lago

ma da levante si muove un'aria fresca,

leggera, frizzantina...giù dalle rupi, dai prati in fiore,

“el vissinel”

con il suo estro; il suo entusiasmo, chiama tutti,

poveri e ricchi...

mostra altri aspetti di terra e acqua,

va girando per portici

e sottoportici,

va per le piazze abitate già dai nostri nonni,

per luoghi che hanno visto semi diventare

alberi e prima ancora subire una guerra

e prima ancora piantare una croce per una preghiera

o per chi non c'era più...

Racconta il lago sdraiato nella sua culla...

ulivi, gabbiani, ali di spuma gli stanno intorno,

col Monte Baldo padrone di casa

e con il sole al tramonto che lo veste dei suoi colori...

... nella presentazione d' El Vissinel il Baldo-Garda

diventa un luogo vivo ed accogliente...

 

Rosa Girardi Bertoncelli

 

 

Poesia di Natale

Lontano, ma in ogni presepe…

Farfalle di neve

scagliate dall'arco del cielo

distendono polline bianco e

scintille stellari tra le braccia degli alberi,

sulle scaglie dei tetti e sui prati

stenografati dai passeri…

Lontano,

ma in ogni presepe,

il vagito di un Bimbo…

Rosa Girardi Bertoncelli

 

 

 

 

 

I volti de entrata à la corte…

 

I volti de entrata à la corte

i è n'piè da bonora…

I gà sgrendeni longhi de vegna

e nà pergola vecia de rose

che se n'torcola e pingola fin de sora al portòn…

 

I volti de entrata à la corte,

che i pàr brassi n'crosè su la testa,

i gà i ossi sfrisè da la fame e dal tribùlar dei laorenti…

su le piere, el nar e vegnàr dei tanti

e tanti careti…

 

Sui volti de entrata à la corte,

qualched'un con dù copi à farghe capèl,

el stampo con nome e cognome de ci l'era paròn…

a olte, de fianco,

n'de nà spèra de sol,

l'Annuncio a Maria,

Mama de Quel che par primo disea…:

 “Sen tuti stessi denansi al Signor…”

 

Rosa Girardi Bertoncelli

 

Albarè di Costermano, 3 agosto 2007

Inaugurazione affresco restaurato “L'Annunciazione della Pertica”

   …en Nadàl da pitòchi…
                            

                     El giasso el ricamàa tuta note
                      sui veri de carta velina ma,
                      sul far de matina,
                      se slongàa drento casa,
                      remengo,
                      el calòr de la stua,
                      l’odor de fogassa, de late,
                      de brodo…,
                      en profumo de mama che destrìga e conbìna
                      fin a ora de Messa…

                     “Lèève su che lè drio nevicàr!”
                      …e sà tremàa el paimento de asse al pestàr
                      de tante pianele!

                      “Ven sò falìe e strasse ciare…
                       tochi de nuvola
                       che par vel da  sposa...Lèève sù e vestìve en pressia…”

                       El giasso el ricamaà tuta note
                       su fanele e pancioti de carta vetrata,
                       sui calseti de uce a sgrifàr sò le ganbe e sui slisi
                       vestiti da festa
                       ma Santa                                                          
                       l’era quela matìna del Nadàl del Signor…

                       En Nadàl da pitòchi
                       sensa slusini, pachèti e ori…
                       sensa scariolè de luci drio strada e zugatòli da tuti i cantoni
                       e maioni par ogni ora del giorno…                                          
                       Forsi, en paiasso de neve nel dopo disnàr…
                       o do siele cronpè finìe le Funsioni …ma,

                       en Nadàl de emosioni che me porto nel còr… 

                                                                                                Rosa

 

Il Natale del “vissinel”  2007
     

Presto! ovunque sei, alzati …  vai alla finestra
siamo tutti fuori che ti aspettiamo.
 Scendi, dai … sei dei nostri!
        Con te adorneremo a festa un grande albero.

Per palline metteremo i nostri desideri
e per stelle le ansie e le paure.

        Come  nastri colorati la“vera bellezza” che tutto avvolge
        e per luci il calore dell’amicizia.

Poi… canteremo insieme, ci stringeremo forte forte intorno
e…    sarà Natale.

Patrizio

 

el lago de Garda, lago dei morosi…

               Sluse nel lago
                   nà grenbiala de luna
                   e le onde,
                   servete cò nà grestina de spuma,
                   le va atorno pian pian ,
                   slongando caresse,
                   stirando le pieghe
                   de l’acqua n’frugnà da le barche che
                    senpre butìne , se cuna…

                   Le stele ,
                   s’ciantise de sol n’pissè da la note,
                   le zuga a speiarse…
                   a ricamar,
                   cò angonare d’argento,
                   quel parecio
                   de fole,
                   quel presepio anca sensa Nadal
                    par tuti i morosi
                    n ‘namorè de l’amor…


                  Rosa Girardi

 

  Splende la luna e sembra un grembiule disteso sul lago,
  le onde, cameriere con crestina di spuma, accarezzano l’acqua,
  la tengono in ordine nonostante il dondolio delle barche.
  Le stelle, accese dalla notte, corrono a specchiarsi e ricamano
  con fili d’argento quella scena da fiaba,quel presepe senza Natale per tutti gli innamorati dell’amore..

 

 Le donne della mia infanzia

Eravate già vecchie il giorno prima,
in quel bagno d’inchiostro
e sperduti fiorellini chiari
che vi faceva d’abito…
tutte uguali nei capelli raccolti,
intimoriti da reti e forcine,
soffocati da foulard
che non parlavano e
veli neri per i banchi
alla destra dell’altare…

Eravate donne
intorno al focolare e con i tanti figli,
ma uomini oltre la porta
che dava sui cortili,
sui campi e sulle stalle,
all’uggia di mariti
stanchi di lavoro e maschi,
con le mani vuote
di bacche di ginepro e miele…

Eravate già vecchie il giorno prima,
donne della mia infanzia,
appagate di petunie pallide
e Ave Maria
sommesse…

Rosa Girardi

 

Ruined castle

Per gentile concessione di Peter Eustace , un poeta ed amico che ci segue nelle passeggiate, pubblichiamo questa gradevole poesia sulla Rocca di Garda in inglese e in italiano.

 

This crippled kingdom:

Here, the toppled walls, lichened remnants,

There the old moat and the extinct keep.

Elsewhere, the ruts of carts

Still barely grooved in shattered stone tracks.

 

Dilapidated ladies and their lords

Unknowingly succumbed to the ferns’ primitive supremacy,

Sovereignty crumbled where the grass grows again.

Battlements and chivalry withered

Back into the erupting earth.

 

Yet angel-fish fossils split from the ancient bedrock

Shimmer - where music and dance,

Intrigue and dominion faded away -

Their fleetingly permanent sense of life and death.

Fine words and deeds do not last as long.

  

Castello in rovina (La Rocca di Garda)

Questo storpio reame:

Qui, le mura rovesciate, i loro resti dimora dei licheni,

Lì, la vecchia fossa ed il torrione caduto.

Altrove, i solchi dei carri

Appena visibili sui sentieri di roccia franta.

 

Le dame e i loro signori, dilapidati,

Inconsapevolmente si sono arresi alla primitiva

supremazia delle felci,

Dove ora ricresce l’erba, quanto era sovrano si è sgretolato.

Le merlature e le gesta cavalleresche si sono avvizzite,

Inghiottite dalla terra in eruzione.

 

Intanto, i fossili di pesce angelo staccati dall’antica roccia madre

Luccicano - dove musica e danza,

Complotti e dominio si sono sbiaditi -

Il loro fuggevole senso della vita e della morte.

Parole belle e belle imprese non durano così a lungo.

 

Da – VISTAS © 2006 - Tutti i diritti sono riservati – i libri di damoli / peter eustace Per gentile concessione dell’autore