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l'escursionista racconta....
ACCOGLIENZA: dove? come? quando? a chi? di Cristina Cecchini, 2/10/2011
Notturna sulla Rocca di Garda, 18/07/2011
Biciclettata in Val di Fiemme, 26/06/2011
Tesori Veronesi domenica 15 maggio, 16/05/2011
Giornata del FAI a Peschiera domenica 27 marzo, 28/03/2011
Giornata del FAI a Peschiera, 28/03/2011
Lara & Simone Montini ,22/09/2010
Angelo Comencini Carmen Padovan,18/09/2010
Luciano & Stefania, 11.07.2010
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Sabato 15 ottobre, ore 16.45, sono a Caprino Veronese in piazza del Monumento per partecipare all’escursione notturna (con promessa di luna piena) sul Baldo, accompagnati da Leo.
Non c’è ancora nessuno, forse è un po’ presto, arrivando da Desenzano è difficile calcolare bene i tempi ma preferisco sempre essere in anticipo.
La giornata è bellissima, tempo sereno, cielo limpido, ideale per l’escursione.
In rapida successione cominciano ad arrivare altri partecipanti e in breve il gruppo è completo, siamo circa una trentina.
Ci raggruppiamo in poche macchine e partiamo con destinazione Valfredda da dove iniziamo a salire a piedi verso la cresta.
L’aria è fredda e bisogna coprirsi ma la bassa temperatura è compensata dal senso di libertà e dalla simpatia del gruppo, subito coeso benché pochi si conoscano tra loro.
Sorprendente questa immediata sintonia e penso che accada forse proprio in forza di quell’accoglienza reciproca così ben declarata e auspicata nell’articolo di Cristina, pubblicato in questa stessa rubrica
(Cristina Cecchini 2/10/2011) che consiglio a tutti di leggere.
Passo dopo passo, tra una chiacchiera e l’altra, tra una battuta e l’altra, sotto l’occhio vigile di Leo, arriviamo in cresta e come d’incanto, quasi avessimo rispettato un tacito appuntamento,
la vista si apre su un fantastico tramonto, con l’ultimo spicchio di sole che scompare tra cime lontane di monti emergenti da una delicata bruma autunnale che, come un sipario di merletto,
lascia trasparire un panorama sfumato che si specchia in un lago quasi rosa.
Resto a guardare ammirato, con la faccia sferzata da un vento freddo e in preda a qualche brivido penso a quell’ultimo spicchio di sole come a un gigantesco savoiardo che si tuffa in un’enorme tazza di tè fumante.
Fatto il pieno di panorama riprendiamo il cammino e risalendo il crinale raggiungiamo il rifugio Chierego.
Veniamo accolti da un delizioso tè caldo e aromatico e sorseggiando penso…”ecco, il mio sogno di prima si è realizzato…”.
Via gli zaini dalle spalle finalmente ci rilassiamo, mettiamo magliette asciutte e cosa non da poco, la disponibilità di un bagno!!!; piccole cose che a casa non avrebbero valore, qui sembrano il massimo del confort e danno la felicità.
Il piacere continua con la cena dove non manca buon cibo e convivialità, poi, ben coperti e pila pronta lasciamo il rifugio.
Fuori ci aspetta un mondo diverso, la promessa della luna piena è mantenuta, il cielo è terso e pieno di stelle così come da casa non vediamo mai e da un angolino anche Giove,
che ci appare come una stella più luminosa, fa bella mostra di sé.
Tutt’intorno la pianura immersa nel buio è costellata da infiniti punti di luce come un immenso presepe dove la vista spazia dai paesini della lessinia ai centri maggiori sino a Verona e oltre…forse Padova
e a destra le colline moreniche via via sino al lago cinto dalla corona di luci dei paesi che vi si affacciano.
Un colpo d’occhio suggestivo ed emozionante che cambia radicalmente la percezione di me nello spazio … decisamente da vedere più che da descrivere.
Riprendiamo la discesa e forse complice la buona cena e l’assaggio di qualche grappa tutti sono allegri e chiacchierano scherzosi.
A piccoli gruppi si parla degli argomenti più svariati e tutti simpaticamente in dialetto veneto.
Ad un tratto mi trovo a camminare in mezzo al gruppo ma “solo”; nel silenzio ovattato della natura che ci circonda vuoto la mente da ogni pensiero e nello spazio libero, tutte quelle voci,
da prima solo semplici suoni, si trasformano lentamente in note musicali e mi ritrovo ascoltatore sorpreso e incantato di un insolito ma affascinante “concerto della vita”.
Grazie Leo, grazie a tutti i partecipanti.
ACCOGLIENZA: dove? come? quando? a chi? di Cristina Cecchini, 2/10/2011
Cari amici,
vorrei rendervi partecipi di una riflessione che ho maturato man mano che ho conosciuto da vicino il gruppo CTG El Vissinel, e riguarda “l'accoglienza”, argomento molto “attuale”, oggetto anche del convegno provinciale CTG di domenica 2 ottobre scorso a Verona.
ACCOGLIENZA: dove? come? quando? a chi?
mi sorge una risposta: siamo circondati da molte forme di accoglienza, ma spesso non ce ne accorgiamo. Retorica? Direi proprio di no!
La prima esperienza di accoglienza l'abbiamo fatta tutti noi in famiglia. Per il fatto stesso che esistiamo, vuol dire che la nostra vita è stata “accolta” innanzitutto dai nostri genitori. E successivamente dalla scuola, che ci ha aperto le porte in un lontano primo ottobre di qualche anno fa.
In casa sarà capitato a tutti, prima o poi, di avere degli ospiti, che abbiamo “accolto”con un occhio di riguardo, con calore.
Infatti abbiamo consolidato i nostri rapporti. Già, abbiamo usato il modo giusto, cioè siamo andati “verso” di loro.
Quando parliamo tra conoscenti o discutiamo, la nostra proposta o idea può essere “accolta”, cioè condivisa, non respinta.
Anche quando diamo un consiglio a una persona cara speriamo che venga “accolto”.
Quando andiamo ad uno spettacolo importante prenotiamo il biglietto, sapendo che il teatro o il cinema o lo stadio possono “accogliere” un numero limitato di persone.
Leggiamo sui giornali che i profughi di guerra sono stati riparati in campi di “accoglienza”.
Nelle nostre città le persone con disagi sociali, i disabili, i tossicodipendenti sono seguiti negli appositi centri di “accoglienza”.
E molti altri servizi sono svolti dai volontari, in diversi settori.
Quando siamo in difficoltà e rivolgiamo il nostro pensiero a Dio, gli chiediamo di “accogliere” la nostra preghiera.
Quando facciamo una passeggiata in un prato, in montagna, al lago, e intorno abbiamo piante, animali, paesaggi, c'è molta vita intorno a noi, e nel silenzio percepiamo di essere “parte” di questa vita, ospiti del nostro pianeta terra che ci “accoglie”, ci circonda con il suo esistere intorno a noi.
Ecco la conferma alla mia risposta iniziale: l'accoglienza è ovunque ci sia l'uomo, in ogni campo del mondo, nelle strutture sociali, nella famiglia, nelle amicizie.
Non c'è proprio da annoiarsi!
E non c'è tempo da perdere, visto che il percorso della nostra vita arriverà prima o poi al capolinea, magari quando meno ce lo aspettiamo.
E allora riflettiamo, rivediamo tutte le “accoglienze” che abbiamo a portata di mano, re-interpretiamole con nuovo vigore e aggiungiamo il nostro tassello al mosaico della vita facendo parte attiva.
Una tessera di questo mosaico vuole essere anche la “tessera” di socio del nostro gruppo “EL VISSINEL”.
Negli ultimi anni abbiamo visto crescere molto la partecipazione delle persone.
Chiediamo loro perchè tornano a seguirci nei nostri percorsi, e la risposta più frequente è “perchè è bello, mi è piaciuto, mi sono divertito”.
Proveniendo da estrazioni culturali e sociali assai diverse, come diversi siamo tutti noi, che cosa li porta a seguirci ancora, a trascorrere parte del tempo libero con noi?
Ci siamo accorti che è nata una rete di amicizie che va oltre l'interesse culturale, che invoglia le persone a reincontrarsi, a chiaccherare, anche a bere o mangiare qualcosa insieme.
Non sono mancate le occasioni di organizzare anche delle feste per soci e simpatizzanti, in ricorrenze come Carnevale, Pasquetta, la festa d'estate, e la recente festa del decennale di attività del Vissinel.
Il percorso dell' “accoglienza” deve continuare attraverso i nostri programmi e il nostro stile come gruppi CTG, e anche come stile di vita quotidiana di ciascuno di noi.
E NEL MOMENTO IN CUI FOSSIMO PROPRIO A CORTO DI IDEE SU COSA PORTARE A CHI CI STA VICINO,
PORTIAMO IL NOSTRO SORRISO “ACCOGLIENTE”.
Ciao a tutti Cristina Cecchini
Ciao Maria Rosa
Oggi è una giornata tristissima, fuori il cielo è cupo e piove, la giusta rappresentazione del mio stato d’animo.
Ieri mattina pensavo con gioia se il tempo del pomeriggio mi avrebbe permesso di andare a Pastrengo per la festa della zucca e mi crogiolavo
nel ricordo della bella crociera del giorno prima a Riva del Garda con i fantastici amici del “Vissinel”.
Appena pranzato sento arrivare un messaggio al cellulare, è Cristina!!
Mi vorrà dire qualcosa di Pastrengo penso… leggo! … sicuramente ho visto male, mi scuoto, mi strofino gli occhi e rileggo.
Mio Dio Maria Rosa non c’è più.
E’ una doccia fredda, gelata, resto senza fiato, passo il pomeriggio in una vera e propria apnea rifiutando di credere che sia vero.
Prima di cena non resisto e chiamo Rosa, anche lei è sconvolta!
Poco dopo mi arrendo, la verità è proprio quella scritta nel messaggio di Cristina, allora, dal profondo dell’anima,
coma da una sorgente, un fiume impetuoso e inarrestabile di lacrime e un macigno nel cuore!
Prima solo una conoscenza superficiale legata alle uscite del Vissinel, poi via via nel tempo un’empatia sempre meno celata
che rendeva lo stare insieme veramente piacevole, sino a quest’ inverno, quando durante il corso si era aperta una porticina per passare dalla conoscenza all’amicizia!
Scavalcando quella sua aria un poco seriosa (ma era solo apparenza) l’avevo nominata mia insegnante di “veneto” perché io che veneto non sono, amo questa terra e la sua gente.
Maria Rosa aveva preso sul serio il suo compito e tra il serio e il faceto non perdeva occasione per insegnarmi qualche parola o qualche modo di dire,
poi con i suoi occhi azzurri mi guardava e diceva:” ..èto capio Paolo?” e si rideva insieme di questo gioco.
“Cara Maria Rosa, hai attraversato il mio cielo come una meteora,
lasciando una scia di luce che non si cancellerà….
Un bacio per sempre Paolo”
Paolo Baraldi - Desenzano(BS)
Notturna sulla Rocca di Garda, 18/07/2011
Grazie della splendida serata immersa nella natura, arrampicandoci sulla rocca tra l'odore d'erba gli splendidi scenari del nostro lago, tra musica e poesia siamo stati davvero bene,
tutti siamo stati contenti e speriamo di poter ripetere ancora serate così.
Grazie ancora
Anna Corradi
Biciclettata in Val di Fiemme, 26/06/2011
L’uscita è stata bella, in un contesto di alberi e boschi incantevoli, adatta a chi, come me, non è molto capace a pedalare in salita.
Marilina
Biciclettata in Val di Fiemme del 16 giugno 2011
Domenica 15.5.2011 mia moglie ed io abbiamo avuto il piacere di partecipare alla visita guidata ai forti Degenfeld e Leopold e al telegrafo ottico di Pastrengo.
La visita ci era stata segnalata da nostro figlio che risiede a POL.
Desideriamo complimentarci per la qualità della visita, che comprendeva anche una interessante passeggiata nell'ambiente naturale di Pastrengo.
Complimenti anche al Signor Patrizio, che ci ha fatto assaggiare la passione e la professionalità che anima i volontari di EL VISSINEL.
Potete aggiungere il nostro nominativo nella mailing list delle prossime iniziative?
Grazie!
Xenia e Pier Franco BERTINO - VERONA
Carissime amiche e amici del Vissinel,
dopo la affascinante passeggiata naturalistica di ieri pomeriggio nella Val del Tasso, mi sgorgano spontanei alcuni pensieri.
Un vivo ringraziamento ai numerosi partecipanti di ieri e del corso animatori, che ci danno il privilegio di essere “in tanti” a gioire insieme della nostra meravigliosa “terra madre”. Romanticismo? Forse, ma credo davvero che l'emozione sia veicolo fondamentale di idee e cultura. Il breve filmato mostratoci da Raffaello Boni martedì sera ha espresso con la sola forza delle immagini e dei suoni della natura concetti ora fissati nella nostra mente perchè incisi prima nell'anima.
Ringrazio vivamente anche tutti i relatori e gli animatori del corso che ci hanno trasmesso la loro passione culturale, e qui aggiungerei “se non ora quando?” avvertendo l'urgenza di mantenere alto l'interesse alla conoscenza dell'ambiente e alla formazione culturale permanente.
Un grazie ancora alla nostra “speciale” Presidente che con il suo modo di operare continua a rendere “speciale” il nostro Vissinel. E anche al puntuale lavoro di Patrizio che ci rende accattivante la consultazione del nostro bel sito Internet.
Con l'inizio della primavera sta per fiorire la stagione 2011, con il nuovo programma che ci ritroverà insieme su sentieri condivisi.
Un forte abbraccio
e vi raccomando: passate parola!!!
a presto Cristina Cecchini
Lara & Simone Montini ,22/09/2010
Bella gita quella dell'11/09/2010: Angoli che si possono vedere solo navigando il nostro stupendo Garda, il tutto accompagnato da sole splendente,
storia, poesie, barzellette e aneddoti che hanno fatto da ciliegina sulla torta ad una stupenda giornata.
Lara & Simone
Angelo Comencini Carmen Padovan
La crociera del 11/09/2010 e' stata per noi una cosa soddisfacente ,
aver osservato da un punto di vista cosi' inusuale tutti quei paesaggi che siamo abituati a vedere dalla strada e' stata una cosa emozionante
ed interessantissima perche' accompagnata dalle spiegazioni ,piu' che esaustive,del nostro accompagnatore.
Direi che non potevamo trascorrere una giornata migliore di questa,
grazie alla perfetta organizzazione che ci ha fatto scoprire angoli
del nostro paesaggio che non avremmo mai potuto apprezzare cme abbiamo fatto oggi.
Saluti e grazie
Angelo Comencini Carmen Padovan
Vedi filmato della Crociera sul Lago di Garda
Ho partecipato con 3 bambini (8 e 1/2 - 6 e 1/2 - 2 e 1/2) all'escursione serale di Caprino ver.se (Vilmezzano e Braga) sabato 7/8,terminata verso le 23,00.
Pensavo che fosse una "mera" escursione, con la particolarità di iniziare con il finire della giornata e svolgersi in buona parte con il buio.
Sapevo anche in anticipo che probabilmente non ci sarebbero stati altri bambini.
Peccato per quelli che non c'erano, qualsiasi bambino con la sua torcia si sarebbe divertito e avrebbe provato a suo modo le sensazioni che l'escursione aveva il precipuo scopo di trasmettere agli adulti.
Infatti l'abbinamento di un'escursione serale con musica, poesia, percezione di sensazioni è stata un'esperienza molto apprezzata, un'idea fantastica anche per i miei bambini,
da quello più grande a quello più piccolo entusiasta di aver catturato un grillo che ha portato con sè in una bottiglia per tutta la camminata (e alla fine liberato).
Un plauso a Patrizio per il riuscitissimo "esperimento" se tale era e per il pacato entusiasmo nell'organizzare che traspare dal suo savoir-faire.
Sartori Albano
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Luciano & Stefania, 11.07.2010
Eccomi qui con penna e calamaio virtuali a raccontare le emozioni della biciclettata di luglio in Val di Fiemme (da Molina a Predazzo) .
Il punto di ritrovo “strategico” a Molina presso il piazzale della ditta Giacomelli ha dato la possibilità di noleggio bici ed interventi last minute .
Ed ecco dopo il brusio consueto siamo partiti alla spicciolata con l'incognita del percorso .
La ciclabile ci immerge già nel bosco assaporandone i suoi profumi e delineando prati rigogliosi in un percorso altalenante e stimolante .
Il rumore delle auto, la vita frenetica sembra un lontano ricordo immersi nel verde e nel dialogare spontaneo.
Arrivati al Maso LENA si scopre un vista sulla vallata che ci ricompensa dello strappo finale.
Parliamo del mangiare : tagliere di salumi delicati e speziati , con la sorpresa del pane (una leccornia) aromatizzato con ortiche , vino ….....
e che dire della meravigliosa birra locale. Le tavolate si sono animate sempre più conferendo alla sosta una completa armonia .
Abbiamo poi avuto per merito di Patrizio il momento culturale per meglio assaporare la giornata.
Accenno solamente alla gestione comunitaria del bosco (reminiscenza longobarda) e alla “valle dei violini”.
E' arrivato il momento, tutti in sella per il ritorno che si preannuncia in discesa (non per tutti).
Il sottoscritto dopo alcune pedalate si ritrova con la catena rotta !!
Ma incitato e sospinto dai compagni sono arrivato a destinazione assieme al gruppo.
Una intensa e interessante gita ben organizzata e in ottima compagnia.
E adesso le dolenti note : è durata UNA sola giornata.
Alla prossima.
Luciano & Stefania
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Buon giorno.
Sono una affezionata escursionista del vostro gruppo e vorrei esprimere alcune emozioni provate durante la suggestiva escursione notturna di sabato 03 luglio sulla Rocca di Garda.
L'aspetto che più mi ha fatto riflettere è stato il rapporto con il silenzio: siamo abituati dalla mattina alla sera a confrontarci con i suoni della vita moderna: macchine, telefoni, discorsi, televisione, musica, rumori e quando riusciamo a riappropiarci di qualche minuto di silenzio in contemplazione della natura e dei suoi suoni o del silenzio che talora si crea restiamo sorpresi e la personale sensazione che io provo è un misto di beatitudine e sgomento. Da un lato una piacevole sensazione di benessere dopo le fatiche quotidiane, dall'altro la difficoltà di convivere con il silenzio perchè non siamo più abituati a farlo come l'uomo del passato. Allora il silenzio diventa una sorta di riscoperta ed esercizio. Ho trovato particolarmente indovinata l'idea di alternare momenti di poesia all'ascolto di brani musicali a mio avviso ben scelti. Non ho particolari suggerimenti per questa escursione che secondo me è molto bella e che consiglio a tutti. Avrei invece dei suggerimenti per altre escursioni che secondo me si potrebbero fare. Mi piacerebbe molto infatti se si realizzasse qualche visita che abbia come tema miti e leggende del lago. Potrebbe essere una escursione diurna o anche notturna e in sinergia con qualche gruppo amatoriale si potrebbero anche creare dei momenti di piccole rappresentazioni in grado di coinvolgere gli escursionisti. Troverei carina anche l'idea di organizzare con gli animatori (potrebbe essere una volta all'anno) una simpatica caccia al tesoro che avesse come filo conduttore le escursioni fatte dal gruppo e come premi dei libri sul Garda - Baldo. Naturalmente sono solo delle idee e mi rendo conto che dietro presuppongono una organizzazione ma se fattibili potrebbero essere ben accolte credo. Complimenti ancora per l'organizzazione e arrivederci alle prossime escursioni.
Anna Delana.
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Salve a tutti,ho iniziato volentieri la nuova stagione di passeggiate con il Vissinel; ho infatti partecipato recentemente alla visita a Villa Torri Giuliari (con la valida guida di Fabio Salandini) ed a quella alla vecchia ferrovia di Ceraino, con Giorgio Chiericato. Sono state entrambe interessanti, anche se in modo differente: ho rivisto volentieri la Villa, confermandomi che ogni visita, anche se ripetuta, dà sempre qualcosa di nuovo. Ho gradito poi in modo particolare la seconda uscita, per la novità, per il fatto che, per il mio lavoro, ho percorso e ricordo il tratto ferroviario in questione quando era in esercizio, per il piacevole percorso tra monte e fiume e, non ultimo, per la competente guida di Giorgio. Ad essere pignoli, esprimo solo una piccola osservazione con riferimento alla visita alla Villa, nella quale mi è stato possibile trovare il punto di ritrovo solo in quanto avevo telefonato preventivamente a Fabio; forse sarebbe stato utile indicarlo più dettagliatamente nel programma o applicare sul posto qualche "freccia" o indicazione. Comunque grazie a voi e... alla prossima!
Michele Manfrida
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Ciao a tutti di nuovo,
siamo pronti per ritrovarci a Pasquetta presso la nostra bella sede?
Avete trascorso bene il periodo invernale?
Io sì, sia per tante belle opportunità che offre anche la stagione invernale, sia sapendo che ben presto avremmo ripreso i contatti partecipando al corso animatori e alle relative uscite; anche quest'anno siamo in tanti, e continua piacevolmente il momento conviviale alla fine di ogni serata.
Perciò vorrei rendervi partecipi di un mio pensiero. Dopo aver iniziato a frequentare il Vissinel, mi ritrovo inconsciamente a lanciare lo sguardo intorno a me anche quando esco da sola, a osservare i paesaggi, le case, i luoghi dove mi trovo a passare quasi scrutandoli spontaneamente, alla ricerca di qualcosa di familiare. Dev'essere successo qualcosa... già, mi rispondo, sono stata contagiata...
Così mi sento sempre in buona compagnia, anche su una strada solitaria.
Auguro anche a voi di godere pienamente di questa piacevole sensazione di appartenenza al nostro bel territorio, alla nostra utile associazione, per conservare lo slancio verso un futuro migliore.
Un salutone Cristina Cecchini
Avete voglia di segnalare anche voi le vostre esperienze? Ciao!
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A proposito di…
nuova proposta del Vissinel:
IL PERCORSO DA BRENTINO ALLA MADONNA DELLA CORONA
è più di un sentiero…è più di un pellegrinaggio…
Sabato 26 settembre sono andata a Brentino con il desiderio di percorrere il sentiero del pellegrino
che porta al Santuario mariano più alto d’Italia, (quantomeno il più ardito!) orgogliosa di poter
essere accompagnata da una guida “laica”.
Ai piedi del sentiero la nostra guida Michele Auriemma ci illustra il luogo e l’itinerario, e poi ci fa
incamminare sul sentiero iniziando la salita.
Saliamo chiacchierando amichevolmente, immersi nel sottobosco, finchè arriviamo ad un punto in
cui la guida si ferma per condurci alla grande croce di pietra e farci ammirare la Val d’Adige da
questo bellissimo punto panoramico, che, essendo un po’ discostato dal sentiero, temo passi
inosservato a chi sale da solo.
Riprendiamo il cammino e Michele ci invita a fare silenzio. Già, il silenzio, non a caso!
Effettivamente sotto di noi corrono statale e autostrada che portano al nostro orecchio il rimbombo
delle automobili “in corsa”, e comincio a percepire il contrasto con il nostro “lento” passo
cadenzato.
“Sentite?” – dice Michele – “man mano che saliremo questo rumore diventerà più lontano fino a
sparire del tutto”. Infatti verso la parte più alta del sentiero il silenzio ci avvolge.
I nostri passi proseguono sui gradoni fino ad un altro punto panoramico che si apre su Brentino,
mentre sotto di noi vediamo la stretta Val delle Pissote (altro bellissimo itinerario riscoperto dal
Vissinel). Dopo la puntuale spiegazione naturalistica di Michele, proseguiamo.
Arriviamo ad un punto più alto che diventa la terza sosta. Michele ci illustra gli strati di roccia che
ripidi di fronte a noi formano cinque caratteristici gradoni a picco, alternati da poggi boscosi.
Corrispondono alle glaciazioni che nei millenni hanno formato il nostro territorio, e proprio sul
più alto di questi poggi si adagia il santuario che ora intravediamo. Riusciamo anche a vedere bene
il canyon della Valle dell’Orsa (altro bellissimo itinerario riscoperto dal Vissinel) e a leggere il
suggestivo percorso del torrente attraverso il vaio che, dopo un salto noto agli sportivi che
praticano canyoning, prosegue nella Val delle Pissote. E’ una visione d’insieme straordinaria, che
la guida sapientemente ci fa apprezzare in tutte le sue caratteristiche.
Così, oltre all’istintivo “Che bello!” ripartiamo con l’esclamazione “Che interessante!”.
E, nel riprendere il nostro passo cadenzato, sorge un reverenziale rispetto verso la roccia che
stiamo calpestando, che tanti millenni di storia ha attraversato per fornirci i gradini di pietra che
portano al santuario. E il pensiero corre alla presenza di noi uomini, creature comparse in questo
processo evolutivo naturale… e il puzzle si completa.
Uno squillante rintocco di campane ci fa alzare lo sguardo ed ecco il santuario sopra di noi,
abbarbicato alla roccia.
Siamo ora ad un bivio: il Ponte del Tiglio, opera di cui Michele ci racconta anche la leggenda, e
non a caso perché ci aiuta a comprendere l’importanza di questo ponte, che permetteva ai
pellegrini, sia provenienti dal sentiero di Brentino che da quello di Spiazzi, di valicare il vaio e
arrivare su unico sentiero al santuario.
Ci sentiamo anche noi pellegrini.
Inizia il percorso con i sette capitelli dedicati ai sette dolori di Maria, ci fermiano alla cappellina
che sorge nel punto dove la leggenda vuole si fosse miracolosamente posata la statua della
Madonna, che diede inizio alla venerazione popolare del luogo.
Infine arriviamo al Santuario dove veniamo condotti ad una visita dettagliata percorrendo i tre
livelli della costruzione in ordine storico-temporale dal basso verso l’alto.
Finalmente ho capito la storia e la struttura di questo particolare complesso!L’ultima spiegazione è riservata alla chiesa, il vero e proprio santuario, che la guida ci illustra in
tutte le sue fasi storiche di costruzione, mostrandoci anche bellissime foto d’epoca che ci ha
appositamente portato. Storia e leggenda ci vengono spiegate con onestà intellettuale e massimo
rispetto, e qui aggiungo una mia particolare lode a Michele per la completezza della sua ricerca e
anche per la capacità didattica.
Un ulteriore sguardo sopra il santuario per vedere la minuscola costruzione a picco che, come
nelle Meteore,richiamate anche dallo scenario naturale, era dotata di argano per calare dall’alto le
forniture ai monaci.
Entriamo infine garbatamente in chiesa anche se è in corso la Santa Messa, ormai siamo in grado
di visitarla senza ulteriori parole.
All’uscita devo mio malgrado congedarmi dalla guida per altri impegni personali che mi
aspettano. Torno a casa sulla mia quattro ruote, arricchita da questa esperienza stile Vissinel che
mi ha davvero fatto cogliere la sacralità del luogo.
Sapete quanti hanno partecipato a questa meravigliosa uscita? Eravamo in due partecipanti. Beh, è
vero che la mattina pioveva e ha disincentivato essendo il percorso naturalistico, ma pensate che a
Brentino non pioveva e c’era il sole, e davvero non sapete cosa avete perso!
Allora invito i nostri amici del Vissinel a non lasciarsi scappare la prossima uscita su questo
percorso col bravo Michele, presumo ormai la prossima stagione.
Per ovviare poi al fatto che molti sono insegnanti che lavorano il sabato mattina, e che anche le
famiglie possono essere occupate, proporrei che il prossimo percorso sia programmato il sabato
pomeriggio, o meglio la domenica. Vero che il Santuario la domenica è molto frequentato e ha
tante Messe, ma tutto l’itinerario è stato così ben articolato che la visita finale al santuario anche in
presenza di eventuali folle di pellegrini non comprometterebbe, a mio avviso, la riuscita di questo
collaudato percorso.
Inoltre quello che io ho dovuto fare per causa forza maggiore, cioè rientrare a casa in macchina,
può essere un suggerimento per chi, meno allenato, non se la sentisse di ridiscendere i 600 metri di
dislivello del sentiero. Ci si può anche organizzare, previo accordo, per portare in anticipo qualche
automobile a Spiazzi, e magari rimanere per una scampagnata in compagnia.
la partecipante Cristina Cecchini
Gargagnago, 28.09.2009
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Buona sera.
Ho letto sul sito che si possono inviare dei commenti a questa e mail in merito alle
gite effettuate.
Prima di tutto vorrei esprimere un sincero ringraziamento a tutti voi per la
professionalità e la passione che traspare da tutte le vostre visite.
Conservo dei piacevolissimi ricordi delle escursioni effettuate con tutti voi e resto
sempre piacevolmente meravigliata dagli angoli sconosciuti che la nostra bella
provincia ci riserva.
Pensate che tramite una mia cara amica che studia a Singapore ma che questa
estate si trovava qui a Verona ora siete conosciuti anche all'estero.
La mia amica è rimasta rapita dalla visita al forte di Rivoli per la bravura della guida.
Vi chiedo di continuare sempre così, con la stessa passione e con entusiasmo a
proporre interessanti escursioni.
Ho partecipato alla castagnata ed è stato un bel momento di convivialità. Sarebbe
bello magari organizzare una bicchierata per scambiarsi gli auguri di Natale tra tutti i
partecipanti alle gite. E' un'idea e se fattibile mi piacerebbe parteciparvi.
Anche perché oltre a visitare luoghi interessanti El Vissinel è anche un bel momento
per conoscere nuove persone, unite dal comune spirito di trascorrere un pomeriggio
a contatto con la natura e la storia, per riappropriarci di quelle radici che questa vita
troppo convulsa a volte ci fa perdere.
Con la speranza di vederci presto per altre interessanti escursioni, colgo l'occasione
per fare i migliori auguri di Buone Feste a tutti voi.
Con amicizia.
Anna Delana.- - - - ritorna all'elenco - - - -
Carissimi amici,
fra i molteplici auguri e le numerose persone che incontriamo in questi giorni di festa, mi piace ricordare anche noi escursionisti, "compagni di viaggio" nelle passeggiate della stagione 2009. Il Vissinel ci ha dato l'opportunità di vivere meglio l'anno che ormai si sta chiudendo, di condividere tanti valori positivi che ci hanno fatto gioire e crescere...nonostante la nostra età un poco adulta...
Pertanto porgo il mio personale saluto a tutti gli amici che ho incontrato in questo anno, con l'augurio di trasferire nell'anno 2010 tutto il bene ricevuto e donato, come un prezioso pacchetto natalizio da scartare giorno dopo giorno, per tutto il 2010 che è alle porte!
Ciao, auguri a tutti
e arrivederci presto Cristina Cecchini