La stazione di telegrafia ottica venne costruita nel 1865 sulla sommità del colle di S. Martino (263m. s.m.) per mettere in comunicazione la piazzaforte austriaca di Pastrengo con le altre fortificazioni del Quadrilatero.Precedentemente, nello stesso luogo, era utilizzato un telegrafo da campo.
L’edificio venne progettato da Andreas Tunkler von Treuimfeld (1820-1873), noto in Europa per le sue pubblicazioni di scienza delle fortificazioni e per l’attività di insegnamento all’Accademia del Genio di Kloster Bruck.
La struttura esagonale, con un diametro di circa 12 m. ed un altezza di 8,5 m., è interamente costruita in mattoni, con zoccolatura in pietra e con copertura a travature lignee.
Esso si articola su due piani dominati, al centro, dalla presenza di una colonna in pietra e in un ulteriore corpo aggettante che ospitava il servizio igienico e sulla cui sommità e stato ricavato un terrazzino che permette di dominare il territorio circostante.
I sistemi di comunicazione diurno e notturno erano tra loro distinti.
Di giorno si ricorreva al cosiddetto sistema “a lampo di colore”.
Sulla superficie esterna dell’edificio, interamente intonacata di bianco, venivano fissati ad appositi ganci, ancora oggi visibili, dei pannelli in legno mobili.
Tali strutture erano di colore scuro da un lato e di colore identico a quello del muro dall’altro.
A sportello alzato era visibile, sul muro il lato scuro dello sportello, a sportello abbassato esso era indistinguibile.
Era così possibile ottenere le seguenti combinazioni basate sull’alfabeto Morse:
- uno sportello alzato: punto
- due sportelli alzati : linea
- sportelli abbassati : pausa
Un telegrafista sistemato all’interno dell’edificio azionava gli sportelli con manovelle e funi.
Di notte la comunicazione, per brevi e medie distanze (sino a qualche chilometro),si effettuava invece dal piano superiore con segnali luminosi prodotti da lampade a petrolio.
Tali apparecchiature venivano posizionate in corrispondenza delle ventidue aperture circolari che sono orientate verso le diverse stazioni riceventi.
Era perciò possibile trasmettere, basandosi sempre sul sistema Morse, il punto scoprendo la luce di una sola lampada e la linea scoprendole entrambe.
Per grandi distanze, cioè tra Mantova e Pastrengo (37 Km), gli Austriaci impiegarono un'unica grande lampada. La sorgente luminosa era costituita da un arco voltaico alimentato da pile e da un riflettore parabolico in metallo argentato.
I segnali venivano trasmessi, con il codice Morse, per mezzo di un manipolatore che agiva sulla distanza degli elettrodi e che faceva variare la luminosità della lampada.